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Video del Campionato di pesca in kayak

Video di pesca realizzato al Campionato Italiano FIPSAS di pesca in kayak

Finalmente online il video dell’ultima edizione del Campionato Italiano Fipsas di pesca in Kayak. Guardalo su NewsFishing:

Pesca in kayak o “kayak fishing”

La pesca in kayak o “kayak fishing” si può praticare applicando varie tecniche di pesca : la pesca a traina , la pesca a spinning , la pesca a mosca , la pesca a vertical jigging. Per la pratica di ognuna di queste tecniche prevede l’uso di una canna da pesca e di un mulinello da pesca specifici.

Per avere un’idea maggiore della pesca in kayak citiamo un passaggio del pescatore in kayak Bellelli, che parla della pesca a traina in kayak:

“I kayak studiati espressamente per pescare sono in genere sit on top in polietilene, lenti e pesanti. Sono molto adatti per tutti i tipi di pesca a barca ferma, consentono una comoda permanenza a bordo, hanno spazio per molti accessori e vari portacanne. Purtroppo non danno grande soddisfazione nella voga e io personalmente non ne ho mai posseduto uno. Io vado a pescare col mio Marina 400, un kayak da turismo marino che e’ piccolo, leggero, snello e veloce. Non ha spazio per molti accessori né portacanne e permette solo l’uso di una attrezzatura minimale; pero’ scivola sull’acqua senza fatica e può’ facilmente viaggiare a 4 nodi; permette percorsi di 20 miglia e volendo anche più’.    Un kayak da turismo e’ sottile (la larghezza massima del Marina 400 e’ 54 cm per 4 m di lunghezza) e apparentemente meno stabile di un kayak da pesca (che spesso e’ largo 70 cm o piu’). In realta’ il kayak da turismo ha tutta la stabilita’ che serve, anche col mare formato, perche’ un kayak sottile puo’ essere tenuto dritto tra le onde con minimi spostamenti del corpo. Ad ogni modo sul mare grosso col kayak da turismo si va ma non si pesca per una ragione molto semplice: in queste condizioni e’ necessario mettere il paraspruzzi e se uno prende un pesce non sa dove metterlo. Per la pesca a traina la velocità e leggerezza della barca sono essenziali perché molte esche artificiali sono efficaci a velocità di almeno 3 nodi, elevate e faticose da tenere per un kayak da pesca, ma basse per un buon kayak da turismo.

La pagaia del kayak

La mia pagaia preferita per la pesca (in realtà per qualunque uscita) e’ una vecchia Azzali di legno a pala asimmetrica: leggera e flessibile e’ morbida nell’entrata in acqua e non da contraccolpi sul braccio. La lunghezza e’ 2,15 m e la larghezza della pala l’ho ridotta io dai 19 cm originali a 17 perche’ non ce la facevo piu’ a tirarla. L’impalatura e’ a 90 gradi (oggi le fanno a 75 gradi per ridurre la torsione del polso). Possiedo anche altre pagaie, tra cui una meravigliosa Werner Shuna di carbonio, sempre da 2,15 m;

Altra attrezzatura di navigazione in kayak

Sul kayak si portano sempre: il salvagente; una sassola e una spugna per svuotare l’acqua che entrasse nel pozzetto; il paraspruzzi; una bussola (utile in caso di nebbie impreviste); il materiale per le riparazioni di emergenza e quello per il primo soccorso. Inoltre si devono sempre portare cappello e occhiali da sole. In tutte le stagioni tranne la piena estate il salvagente si indossa. Col caldo della piena estate il salvagente puo’ diventare una tortura e fa rischiare il colpo di calore: conviene levarlo e tenerlo legato in coperta. Il paraspruzzi e’ indispensabile se il mare diventa grosso, e quindi va sempre portato con se. Pero’, se e’ necessario indossarlo, l’azione di pesca diventa scomoda o impossibile; è importante rendere inaffondabile il kayak coi sacchi pneumatici di punta e di coda, che vanno usati anche all’interno dei gavoni stagni, se presenti; ovviamente i sacchi pneumatici si gonfiano nello spazio non occupato da eventuali bagagli e impicci (che vanno sempre ridotti all’indispensabile). Conviene avere sacchi di varie misure e scegliere quelli piu’ adatti agli spazi vuoti che devono occupare. In mancanza del sacco delle dimensioni ottimali vanno benissimo i palloni da spiaggia dei bambini.

Le lenze per pescare a traina

Pescare a traina da un kayak turistico richiede una certa capacita’ di arrangiarsi. Io in genere non uso la canna e il mulinello. Uso invece lenze a mano, avvolte su tavolette di legno, e trattenute dalla corda elastica di prua, che nel Marina 400 e’ molto comoda e vicina al pozzetto. La lenza e’ filata in acqua verso la poppa, preferibilmente sul lato destro del pozzetto. Se voglio usare due lenze, con esche diverse, le faccio passare una sulla destra e l’altra sulla sinistra del pozzetto, avendo cura che la loro lunghezza sia diversa (in genere una e’ filata per 15-18 m e l’altra per 20-25 m). Poiché la larghezza massima del mio kayak e’ poco più di mezzo metro, il rischio che le lenze si attorciglino e’ sempre in agguato e spesso preferisco usare una sola lenza, cambiando esca se le abboccate mancano. La lenza in pesca passa sotto la corda elastica più vicina al pozzetto e la tavoletta e’ trattenuta da una delle successive, come nella foto qui sotto (lenza azzurra sulla destra). Ovviamente, le mani servono per pagaiare, e la lenza si prende in mano solo quando la si fila in acqua o la si recupera.”

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