home Attualita', Mare, News Seabin, un’idea semplice per pulire il mare

Seabin, un’idea semplice per pulire il mare

Plastica, carburante, detergenti rimangono intrappolati in questo semplice meccanismo filtrante pensato per ripulire i porti


“Seabin” è il progetto di due surfisti australiani, stanchi, come tanti altri amanti del mare, di vedersi circondati da rifiuti che galleggiano sull’acqua. La loro invenzione è stata realizzata a Palma di Maiorca, nelle isole Baleari. Essa non ambisce, per come è stata ideata attualmente, a ripulire l’oceano aperto su grande scala, come nel caso dei TOC, lo “spazzino dei mari” (Leggi la notizia QUI), bensí a ridurre la quantità di plastica che, trascinata dalle correnti, tende ad accumularsi in ambienti di dimensioni ridotte, come i porti, per i quali Seabin è stato progettato.

Si tratta di un marchingegno estremamente semplice: una sorta di cestino dell’immondizia dotato di un filtro e di un tubo metallico da collegare ad una pompa situata sul molo o su un’imbarcazione. Il bordo del “cestino” si posiziona subito sotto il pelo dell’acqua, in modo che il pompaggio formi una corrente in superficie che trascina la spazzatura galleggiante fino a farla cadere nel cestino stesso. Quando il sacchetto-filtro è pieno, lo si estrae e lo si vuota. È importante sapere che se invece il sacco non viene vuotato e si riempe del tutto, il Seabin non smette di funzionare: il pompaggio dell’acqua continua a trascinare spazzatura, che va accumulandosi intorno al cestino e può essere raccolta facilmente. La plastica non è il solo bersaglio del Seabin: grazie ad un separatore olio-acqua, infatti, anche i tensioattivi (detergenti) e le sostanze oleose come i carburanti vengono eliminate dalla superficie dell’acqua.

L’idea ci sembra buona e ci fa particolarmente piacere che il crowdfounding indetto su Indiegogo (LINK) abbia avuto successo e siano già stati raccolti più fondi di quelli richiesti per iniziare la commercializzazione del Seabin: a questo punto ci auguriamo che vedere i primi “cestini” installati per ripulire i nostri porti sia solo questione di tempo!

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Roberto Merciai

Nato a Firenze nel 1982, coltiva la passione per la natura e la pesca da quando aveva tre anni. Figlio e nipote d'arte, ha praticato diverse tecniche di pesca, dedicandosi principalmente allo spinning in acqua dolce fino al 2010, quando la carriera universitaria di Naturalista Ittiologo lo porta a trasferirsi a Girona, in Spagna. Qui inizia a dedicarsi allo spinning marino dalla costa, tralasciando momentaneamente le acque dolci, nelle quali è invece impegnato sul fronte professionale, svolgendo un dottorato di ricerca in ecologia fluviale. Dal 2006 al 2012 ha collaborato con lo storico mensile 'Pescare - la rivista dei pescatori', mentre dal 2013 scrive articoli di pesca e biologia sulle testate 'Pesca Spinning', 'Surfcasting' e 'Pesca dalla Barca', edite da ERREDI grafiche.

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