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Nessuna Licenza per pescare in mare: ritirati gli emendamenti

Da quando ai primi di ottobre la voce di una nuova proposta legislativa per l’introduzione di una tessera di pesca in mare si è via via trasformata in paurosa notizia, di cose ne sono successe. In questo articolo ci riproponiamo anzitutto di riassumere la situazione, per iscritto e in video. Dopo, daremo spazio alle comunicazioni dei vari operatori ed associazioni del settore che hanno comunicato opinioni o notizie in merito, dal principio e fino alla conclusione attuale, ovvero quella della permanenza della proposta di legge (ma chissà se un giorno verrà approvata?), ma dell’importante ritiro di entrambi gli emendamenti alla “finanziaria” che (quelli sì!) avrebbero potuto introdurre la licenza di pesca a pagamento per tutti i pesctori in mare nel giro di poche settimane. Da parte nostra dobbiamo premettere che la situazione è difficile da raccontare. Non siamo giornalisti specializzati in politica e giurisprudenza ma, anche se lo fossimo, probabilmente sarebbe lo stesso difficile raccontarvi che succede; perché quello che succede e succederà sta più nelle pieghe della politica che non nell’evolversi di normali procedure.

Riassumendo… è vero, e nel dirvelo citiamo un passo dello scritto di Giuseppe Motisi pubblicato già sullo scorso numero: “sui pescatori dilettanti e sportivi grava la minaccia della proposta di legge intitolata “Interventi per il settore ittico”, promossa dall’onorevole Nicodemo Nicodemo Nazzareno Oliverio (Pd) ed attualmente in discussione alla Commissione agricoltura della Camera dei Deputati. Il testo in questione, consta di 26 articoli: 24 riguardano la pesca professionale e l’acquacoltura e appena 2 la pesca sportiva. (…) L’articolo 24 prevede infatti l’istituzione di una licenza di pesca sportiva a pagamento, i cui proventi dovrebbero finire nel cosiddetto Piano triennale, ossia il fondo del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che serve a coprire, in primis, le spese di funzionamento delle associazioni delle cooperative di pesca professionale, che rappresentano proprio i pescatori di mestiere in mare, ed i progetti delle medesime associazioni”. Successivamente, il 23 ottobre, la FIPSAS (Fed. Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquea) ha comunicato che: “il Sen. Marinello (NCD), nella seduta di commissione pomeridiana ha ufficializzato il ritiro dell’emendamento 5.0.5 al collegato agricoltura”. Anche altre associazioni e media hanno a vario titolo rivendicato il proprio ruolo nel ritiro dell’emendamento, e questo è risuonato alle orecchie dei più come una vittoria ottenuta, come un “pericolo scampato”. In realtà c’era ancora da ritirare l’emendamento 5.0.6 , che sostanzialmente era una copia del precedente. Per fortuna anche questo emendamento è stato ritirato nella seconda metà di novembre, come ci racconta il presidente della FIPSAS nel video. Di seguito proporremo alcuni comunicati significativi sulla vicenda, corredati della data di pubblicazione, che ci aiuteranno a farci un’idea sulla vicenda.

 

Se non vedi il video, clicca qui

 

 

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1 ottobre

Comunicato EFSA Italia (sez. Nazionale dell’European Federation of Sea Anglers)

 

Dieci domande sul futuro della Pesca ricreativa alla luce della nuova proposta di legge Oliverio (in allegato), che prevede la Licenza di pesca a titolo oneroso per l’esercizio della pesca ricreativa.

Egregio Signor Ministro,

lo scorso 25 settembre, siamo stati invitati dal Presidente della XIII Commissione della Camera dei Deputati per una ”… audizione informale su questioni di interesse della pesca sportiva”.
Nel corso dell’audizione ci è stata illustrata la proposta di legge relativa a “Interventi per il Settore Ittico”, d’iniziativa del Deputato Oliverio, che all’art. 24 prevede l’istituzione di un licenza di pesca sportiva e ricreativa a titolo oneroso. L’audizione è durata circa 45 minuti ed essendo tre le associazioni invitate, non sarebbe stato materialmente possibile poter approfondire l’argomento, qualora ce ne fosse stato bisogno.
Ma poiché abbiamo tante domande sulle tante questioni di interesse che riguardano il nostro settore, che comprende circa un milione di pescatori ricreativi, ci è sembrato utile che tutti vengano adeguatamente informati su ciò che avviene, come avviene e sul ruolo delle Associazioni del settore, spesso imputate di non adoperarsi più di tanto. Pertanto, di concerto con il nostro Comitato Scientifico, abbiamo optato per l’utilizzo della lettera aperta a Lei, e per conoscenza alla XIII Commissione permanente della Camera dei Deputati e del Direttore Generale della Pesca del MIPAAF, che riteniamo possa far conoscere alla più larga platea possibile le posizioni di ciascuno sulle questioni riguardanti il nostro settore.
Prima di porLe alcune domande, non possiamo fare a meno di porre l’attenzione su quanto riportato dal Programma nazionale della pesca 2013-2015. All’art 6 del documento, presentando la pesca ricreativa, recita: “…Il decreto (DM 6 /12 2010 – censimento della pesca sportiva e ricreativa) ha avuto il consenso della maggioranza delle associazioni della pesca sportiva e ricreativa più rappresentative, nella consapevolezza delle difficoltà di collocare una pesca ricreativa in mare non conosciuta e non regolata nell’ambito della pesca responsabile, dato che molta della piccola pesca illegale o del commercio illegale di prodotti della pesca si cela nell’ambito ricreativo”. L’affermazione sottolineata, dalla quale EFSA Italia si dissocia in maniera ferma e decisa, ci ha lasciato a dir poco sconcertati, e riteniamo sia estremamente grave inserita in un documento programmatico del Governo. Pertanto Le chiediamo di rendere pubblici i dati in base al quale si afferma che la pesca ricreativa “celi” molta della piccola pesca illegale o del commercio illegale di prodotti della pesca…” Lo stesso Piano suggerisce l’avvio di “..una seconda fase del Censimento dei pescatori in mare.” Non ritiene che sarebbe opportuno attendere la conclusione del Censimento e i dati sulla consistenza ed in generale sulle specifiche problematiche del settore, anche locali, prima di avviare l’iter per l’istituzione di una eventuale licenza di pesca? Da un’attenta lettura della proposta di legge Oliverio, emerge che la stessa è relativa ad interventi per il settore ittico ed ha come obiettivo “un intervento incisivo per ridare competitività e sviluppo alle imprese e sviluppo alle imprese ittiche nazionali, determinandone la crescita dimensionale ed il rafforzamento dei mercati globali. In tale ottica è urgente realizzare un processo di riposizionamento del settore e rimuovere gli ostacoli che frenano il processo di ammodernamento, anche alla luce degli scenari che si apriranno a seguito delle novità introdotte dalla legislazione dell’Unione Europea:”. In che modo Lei ritiene che la licenza di pesca a titolo oneroso per la pesca ricreativa possa agevolare il raggiungimento dell’obiettivo della proposta di legge Oliverio? Ritiene che l’istituzione di una licenza di pesca possa ridurre o contrastare la pesca illegale? Le motivazioni della proposta dell’On. Oliverio ( la licenza a pagamento è già prevista sia per la caccia che per le acque interne, per cui si ritiene che anche la pesca in mare debba essere soggetta a possesso della licenza) ci appaiono superficiali e prive di logica per un settore estremamente complesso e molto più articolato di quelli della caccia o della pesca in acque interne. E’ stato predisposto uno studio su costi e benefici sull’attuazione di tale proposta ?
Atteso che l’UE ed il nostro Governo lamentano di non riuscire a trovare una soluzione e le risorse adeguate per contrastare la pesca illegale, come ritiene possano trovarne per controllare anche quella legale?
Il MIPAAF nel giugno 2010 ha costituito un gruppo di lavoro (di cui EFSA Italia fa parte)“con il compito di procedere ad una disamina della normativa vigente concernente la pesca ricreativa e sportiva e l’elaborazione di una proposta di revisione completa ed organica a fini di semplificazione”.
Ad oggi questo gruppo di lavoro ha prodotto ben poco, essendo stato in passato convocato poche volte e quasi esclusivamente per essere messo a conoscenza di quanto già stabilito dallo stesso MIPAAF.
Non ritiene urgente e di grande attualità la riattivazione del Gruppo di lavoro per un approfondimento sulla questione che porti ad una proposta condivisa? Ritiene possa essere utile ristrutturare il Gruppo di Lavoro in maniera che possa lavorare proficuamente con un’adeguata programmazione e coinvolgerlo anticipatamente nel processo legislativo e nelle questioni riguardanti la pesca ricreativa? Non ritiene opportuno che le proposte legislative che ci riguardano siano predisposte con l’obiettivo di promuovere e sviluppare la pesca ricreativa invece di mirare (come spesso avviene) a salvaguardare interessi di soggetti di settori diversi? Come emerso da numerosi studi economici, il settore della pesca ricreativa coinvolge un numero di soggetti superiore a quelli della pesca professionale e adeguatamente sfruttato è in grado di sviluppare un notevole impulso economico. La crisi economica mondiale, l’aumento del costo dei prodotti petroliferi e far condurre alle proprie famiglie una vita dignitosa sono problematiche comuni a tanti settori produttivi come ad esempio nautica, produttori di attrezzature e cantieristica che sono strettamente connessi con la pesca ricreativa. Ritiene opportuno che il Governo presti alla pesca ricreativa la stessa attenzione data alla pesca professionale con proposte di legge che prevedano gli stessi incentivi economici per lo sviluppo del settore e dei settori collegati? Ritiene opportuno che le Associazione di settore siano coinvolte nella gestione delle risorse marine ed ambientali, avendo dimostrato con varie esperienze in tutto il mondo di saperlo fare con coscienza, professionalità e con ottimi risultati? Ovviamente sono solo alcune delle mille domande che ci poniamo giornalmente. In tutto il mondo le Associazioni di cui faccio parte (EFSA – European Federation of Sea Anglers ed International Game Fish Association), stanno da anni agevolando il processo di integrazione della pesca ricreativa con la pesca professionale e la ricerca scientifica, tutelando le risorse marine e finanziando privatamente ricerche e progetti che hanno portato benessere economico e tanti posti di lavoro alle comunità marinare ed alle regioni interessate. La Banca Mondiale assieme all’International Game Fish Association, recentemente ha individuato nella promozione e nello sviluppo della pesca ricreativa e nella protezione delle risorse marine, un virtuoso sistema per ridurre la povertà nei paesi sottosviluppati e dipendenti dal turismo e far fronte alla diminuzione degli introiti derivanti dalla pesca tradizionale. Riteniamo di avere tutte le competenze, l’esperienza, la passione ed il diritto di prendere parte al processo legislativo che ci riguarda. La comunità della pesca ricreativa, gradirebbe molto che anche il nostro settore avesse l’attenzione che merita visto che, come specificato nel Programma nazionale della pesca 2013-2015, il settore rappresenta “…un segmento economico rilevante” ed “una possibile area di collaborazione con il mondo della pesca professionale” ed è meritevole di programmazione e di sviluppo.
Io seguo personalmente queste problematiche da tempo e a mio avviso, fino ad oggi non è stato possibile instaurare con le Istituzioni un rapporto costruttivo soddisfacente. Siamo certi che una maggiore collaborazione potrebbe portare notevoli benefici per tutti i soggetti interessati. Come vede però, siamo sempre ottimisti e contiamo molto sulla volontà di rinnovamento manifestata dall’attuale Governo. In attesa di conoscere la sua posizione sugli argomenti citati, Le chiedo l’opportunità di un’incontro per portarla a conoscenza della nostra posizione sulla pesca ricreativa, su quanto abbiamo concretamente abbiamo fatto e quanto ancora sia possibile fare insieme per promuoverla.

 

 

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15 ottobre

Comunicato EFSA Italia (sez. Nazionale dell’European Federation of Sea Anglers)

Lunedì scorso, su richiesta del Presidente di EFSA Italia Massimo Brogna, ha avuto luogo un incontro con il Sen. Antonio Scavone (GAL) in merito agli emendamenti proposti al D.D.L. 1328 “Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività agricole del settore agricolo, agro alimentare e della pesca (collegato alla manovra di finanza pubblica)” in corso di esame alla 9° Commissione Agricoltura e Produzione Alimentare al  Senato. Tali emendamenti prevedono, come noto, l’istituzione della Licenza di pesca in mare a titolo oneroso. Nel corso del colloquio, il Sen. Scavone è stato informato dal Presidente Brogna sulle problematiche connesse alla pesca sportiva e ricreativa in mare. In particolare, è stata evidenziata l’opportunità del ritiro dell’emendamento istitutivo della Licenza di pesca in mare, auspicando a breve la possibilità di un confronto Istituzionale con le Associazioni del settore per un approfondimento tecnico e normativo di queste tematiche che riguardano milioni di pescatori sportivi e ricreativi ed un settore produttivo dalle grandi potenzialità. Il Sen. Scavone ha accolto positivamente le osservazioni e le proposte di EFSA Italia ed ha ritenuto di trasferirle ai Colleghi Senatori firmatari della proposta, prevedendo al contempo il ritiro dell’emendamento sin dalla prossima seduta della Commissione.

 

 

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16 ottobre

Comunicato ANSA (Agenzia Nazionale Stampa Associata)

Accogliendo le preoccupazioni della Federazione Italiana di Pesca Sportiva (Fipsas), abbiamo chiesto il ritiro dell’emendamento al Collegato agricoltura, proposto da alcuni gruppi parlamentari, che prevede l’istituzione di una licenza a pagamento per coloro che esercitano la pesca sportiva o ricreativa in mare”. Lo rendono noto i senatori del Pd Vattuone, Caleo, Albano, Vaccari e Ruta.  Nella prossima seduta della Comagri al Senato, impegnata nella fase di approvazione degli emendamenti al collegato Agricoltura, il capogruppo del Pd Roberto Ruta proporrà un nuovo testo che preveda sia un inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie già previste a tutela del divieto di vendita e commercio dei prodotti della pesca non professionale, con l’introduzione della specifica sanzione accessoria del sequestro amministrativo del natante e sia un’intensificazione dei controlli da parte dei soggetti preposti. È stato condiviso inoltre che i proventi delle sanzioni devono essere destinati per il sostegno alle attività di controllo. Piena soddisfazione è stata espressa dal Presidente nazionale della Fipsas Ugo Claudio Matteoli “per la proposta del Pd di inasprimento delle sanzioni che serviranno finalmente a contrastare la pesca e la vendita abusiva o illegale fatta sia da pescatori professionisti che da pescatori sportivi e ricreativi.

 

 

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Pubblicato nella seconda metà di ottobre su fipopesca.it

Comunicato FIPO (Federazione Italiana dei Produttori e Operatori del settore pesca sportiva)

Sono stati più di dieci giorni di intenso lavoro politico e di pubbliche relazioni, quelli affrontati di recente dalla Fipo per far sì che la proposta di istituire una licenza a pagamento per la pesca sportiva in mare, contenuta in un emendamento alla prossima legge Finanziaria, venisse cancellata.
Da quando ai primi di ottobre l’idea di tassare per € 200 i pescatori dalla barca e € 20 quelli da riva è stata infatti resa pubblica, la Presidenza della Fipo ha avuto costanti colloqui, riunioni ed incontri con diversi rappresentanti del Parlamento italiano per scongiurare l’istituzione di un’ennesima ingiusta tassa che, in questo caso, colpirebbe l’attività sportiva svolta da circa 1 milione di cittadini.
La Fipo, durante gli incontri avuti con i Parlamentari, ha messo in luce la concreta realtà del settore, probabilmente sottovalutata o ignorata da quei Deputati e Senatori che hanno proposto la licenza di pesca in acque marittime: circa 1.500 negozi di articoli per la pesca diffusi su tutto il territorio nazionale che soddisfano la domanda di circa 1 milione di appassionati della pesca in mare, con una manodoperaimpegnata nella produzione, importazione e distribuzione ingrosso, commercio e servizi in genere, stimata in 15.000 unità. Oltre ad una solida realtà di piccole e medie imprese italiane, leader in Europa e nel resto del mondo per la qualità e l’innovazione dei loro prodotti.
Tassare i pescatori avrebbe significato bloccare un settore che, sebbene colpito come molti altri dalla crisi, continua a produrre gettito diretto per le casse dello Stato tramite l’Iva e a generare reddito ed occupazione tramite la produzione commerciale.
Secondo le prime indiscrezioni ottenute dagli incontri svolti dalla Fipo, gli emendamenti con la proposta per la licenza di pesca sportiva in mare dovrebbero essere ritirati. Si attende ancora l’ufficialità da parte dell’aula del Senato, chiamata a valutare l’emendamento in questione, ed un cauto ottimismo è sicuramente opportuno. Ma tutto fa propendere verso una soluzione positiva per tutti i pescatori italiani in mare: la proposta della tassa dovrebbe bocciata.

 

 

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23 ottobre

Comunicato FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee)

Portiamo a conoscenza dei tesserati e di tutti i pescatori sportivi e ricreativi che, come da accordi presi con la Federazione nel corso dell’incontro del 16 ottobre scorso, il Sen. Marinello (NCD), nella seduta di commissione pomeridiana ha ufficializzato il ritiro dell’emendamento 5.0.5 al collegato agricoltura. La decisione del Senatore, l’avevamo già ampiamente anticipata sul sito federale e attraverso i social, ma ci preme nuovamente sottolineare l’onestà e la correttezza del Sen. Marinello nel recepire e fare sue le nostre “validissime e sacrosante” argomentazioni contro l’introduzione della licenza a pagamento.

 

 

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6 novembre

Comunicato FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee)

La FIPSAS, rappresentata dal Presidente Federale Ugo Claudio Matteoli, accompagnato dal  responsabile delle relazioni istituzionali Sergio Schiavone, ha partecipato, il 28 ottobre scorso, all’Audizione tenuta presso la Commissione XIII Agricoltura della Camera dei Deputati per riferire su questioni di interesse del settore della pesca sportiva e, in particolare, sulla formulazione del testo normativo del DDL N. 521 proposto dal Deputato Oliverio (PD) che prevede l’introduzione di un permesso per la pesca in mare a titolo oneroso (ex art. 24) e la rivisitazione di alcuni attrezzi consentiti per la pesca sportiva (ex art. 25 del sopra citato disegno di legge).
Abbiamo intervistato il Presidente Matteoli per registrare le prime reazioni dopo l’audizione davanti ai membri della commissione.

Presidente Matteoli, all’interno dell’Indagine conoscitiva promossa dalla Commissione parlamentare, ha avuto modo, per la prima volta, di confrontarsi con i proponenti il Disegno di Legge che tante polemiche ha suscitato tra i pescasportivi. Ci può riportare le sue prime impressioni?
“E’ doveroso fare una premessa. Sento il dovere di ringraziare il Presidente della Commissione, on. Sani, lo stesso deputato Oliverio e i numerosi commissari presenti alla nostra audizione, per aver dato la possibilità alla FIPSAS, in quanto principale realtà nazionale rappresentativa della pesca sportiva e ricreativa, di esporre le ragioni di un settore fondante del sistema pesca italiano. Chiaramente la posizione della FIPSAS, in relazione alla norma oggetto di esame, è stata di assoluto dissenso e contrapposizione. Ho motivato il NO dei pescatori sportivi e ricreativi all’ennesima insensata gabella, perché è impossibile pensare di imporre una tassa senza aver ascoltato gli attori principali. I nostri pescatori sportivi e ricreativi sono i protagonisti del settore e hanno esperienza e capacità per capire che questa è una manovra che li danneggia e penalizza a fronte di nessun beneficio per le attività del settore. Nessuna riforma può essere fatta senza di loro e, senza di noi, che abbiamo dimostrato con i fatti di essere stati in questo frangente i primi a garantire e tutelare il sacrosanto diritto del cittadino pescatore nel continuare a svolgere la propria attività e passione senza questo inspiegabile sacrificio. Il contributo offerto dalla FIPSAS nella audizione parlamentare ha evidenziato che una errata formulazione del testo normativo in esame ostacolerebbe l’operatività del settore e farebbe infuriare tutto il movimento dei pescatori costretti a subire un vero e proprio scippo in favore dei professionali, creando ulteriori motivi di attrito tra le due categorie e incrementando difficoltà ed incertezze, senza peraltro raggiungere nessuna delle finalità insite nella norma proposta.
Quindi: si può affermare con una certa sicurezza che la bufera sia passata?
La valutazione è positiva dopo gli impegni presi dalla Commissione e, in particolare, dall’on. Oliverio che si è reso disponibile a un successivo confronto per rivedere completamente il testo della proposta di legge che ci riguarda. Pur mantenendo lo stato di attenzione, la FIPSAS ha deciso la sospensione di alcune iniziative di mobilitazione, come l’invio delle email che hanno riscontrato un successo inaspettato per quante ne sono state inviate sia da nostri tesserati sia da pescatori ricreativi non appartenenti alla Federazione.
La mia soddisfazione più grande, se mi è lecito menzionarla, è stato l’impegno che laFIPSAS ha inteso avviare in nome di tutti pescatori sportivi e ricreativi senza distinguere i propri tesserati dagli altri. Molti ci criticano o pensano che ci attiviamo solo per questioni relative a nostri interessi particolari. Questa battaglia intrapresa dalla Federazione sconfessa tutti quanti ci hanno sempre dato addosso anche solo per svilire e nascondere la verità. La FIPSAS, nel bene o nel male, è sempre vicina e in prima linea alla volontà di tutti i pescatori sportivi e ricreativi, di ogni disciplina, senza esclusione di nessuno. La prova più concreta e evidente si è verificata a fronte della medesima problematica avvenuta in sede di Senato della Repubblica. Lì la vicenda è stata molto più preoccupante e delicata.
In concreto, come vi siete lasciati, quali le prospettive future e… i prossimi passi che dovranno essere fatti?
La Federazione ha proposto alcune osservazioni che meritano di essere esposte. L’audizione ci è sembrata significativa soprattutto su due temi che sono stati al centro del nostro contributo: da un lato il futuro rapporto tra mondo politico, pesca professionale e concetto di pesca sostenibile e risorse ittiche in un’ottica sempre più europeistica, dall’altro il tema della rappresentatività, dell’interazione e coinvolgimento diretto di tutti gli stakeholder nella governance (anche economica) della pesca marittima. Sul primo argomento abbiamo registrato molto interesse e scarsa conoscenza delle nostre attività da parte della Commissione. Sul secondo argomento ho ribadito il concetto, a noi più caro, che tutto quello che può essere “recuperato” in termini economici deve rimanere dentro la pesca sportiva per assicurare lo svolgimento delle attività del settore, la vitalità dell’indotto, delle aziende, ecc… Ecco: la FIPSAS ha espresso in modo chiaro la preoccupazione per certe derive, nelle quali anche la Commissione e il Governo sono incappati sul tema licenza a pagamento e che noi siamo assolutamente contrari a che queste intromissioni avvengano in futuro senza interpellare i portatori di interessi, cioè le associazioni di pesca sportiva e ricreativa.

 

 

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19 novembre 2014

Comunicato FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee)

Si comunica che dopo la riunione pomeridiana odierna della COMAGRI al Senato, il Presidente della Commissione, Sen. Roberto Formigoni, ha ufficializzato il ritiro da parte del Sen. Giuseppe Ruvolo (GAL) del proprio emendamento n. 5.0.6 al Collegato Agricoltura che introduceva una licenza a pagamento in mare per i pescatori sportivi ricreativi italiani. Questo passo indietro è stato ottenuto dalla FIPSAS e dal Presidente Matteoli con l’appoggio del gruppo PD e dei Senatori Formigoni e Colucci (NCD) al Senato, che nel corso di un incontro di quindici giorni orsono aveva assunto l’impegno nei confronti della FIPSAS di far recedere da questo posizione il senatore del GAL. Il Presidente Matteoli appresa telefonicamente la splendida notizia di come la vicenda si sia finalmente conclusa positivamente, ha ritenuto opportuno ringraziare tutti i Senatori del gruppo PD, VattuoneCaleoAlbanoVaccari e il Capo gruppo Roberto Ruta per aver impedito l’introduzione di questa ingiusta tassa, così come precedentemente il ringraziamento era stato espresso nei confronti dei Senatori del Gruppo NCDFormigoni eColucci per il ritiro dell’emendamento 5.0.5 proposto dal sen. Marinello (NCD). “Questo è un giorno da ricordare, una tappa storica” – ha sottolineato Matteoli – “sia perché ha evidenziato un rafforzamento nelle relazioni federali con la Politica e il Governo, che per una volta sono stati al nostro fianco in questa battaglia irritante per i modi e gli obiettivi che si proponeva (dare i soldi dei pescatori sportivi ai professionisti…) sia perché l’appello della Federazione per il diretto coinvolgimento di tutti i pescatori sportivi e ricreativi italiani, anche non tesserati alla FIPSAS nella forma di protesta realizzata con l’invio delle email, è stato accolto e recepito con un successo inaspettato. Quindi mi sento in obbligo di ringraziare anche tutto il popolo dei pescatori per aver creduto nella nostra azione”.

 

 

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20 novembre

Comunicato EFSA Italia (sez. Nazionale dell’European Federation of Sea Anglers)

EFSA Italia informa che nella seduta di ieri 19 novembre della 9^ Commissione permanente al Senato (Agricoltura e Produzione agro alimentare) il Presidente On. Roberto Formigoni, in relazione al DDL 1328 “Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività agricole del settore agricolo, agroalimentare e della pesca (collegato alla manovra di finanza pubblica)” ha comunicato il ritiro dell’emendamento 5.0.6. che dovrebbe porre fine, almeno per il momento, al problema dell’istituzione della Licenza di pesca in Mare a titolo oneroso. Erano due infatti gli emendamenti, presentati nel corso dell’esame del DDL 1328 da parte della 9 Commissione al Senato. L’emendamento 5.0.5. a firma del Sen. Marinello, il cui ritiro era stato annunciato nel corso della seduta del 21 ottobre ed il 5.0.6. (primo firmatario il Sen. Ruvolo), sostanzialmente uguale ma con una previsione di costo inferiore per la pesca da imbarcazione, e che è stato ritirato ieri. EFSA Italia desidera ringraziare il Sen. Antonio Scavone (GAL), anch’egli firmatario dell’emendamento, per l’impegno profuso nella positiva risoluzione di questa vicenda che ha tenuto in agitazione il mondo della pesca ricreativa. Il Presidente di EFSA Italia Massimo Brogna, auspica inoltre di poter in futuro avere la possibilità di collaborare attivamente con le Istituzioni nella gestione di tutte le iniziative riguardanti la pesca ricreativa e dare il proprio contributo per la promozione e lo sviluppo di questa importante attività produttiva.

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