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Lo stile inglese

Come tutti sappiamo il carp fishing è nato nella terra di Wimbledon e di Silverstone, al di là della manica. Gli inglesi sono noti nel mondo per avere uno stile inconfondibile. Per quanto riguarda il carp fishing è lo stesso. «Peschi come un inglese!»: quante volte lo diciamo ai nostri soci se li vediamo utilizzare ami piccoli, lenze sottili, stick mix e sacchetti di Pva al posto del cobra, bigattini e canapa sul rig al posto di “bocce” da 20 millimetri, oppure se tengono le canne su buzz bar cortissimi. Ebbene, il made in Uk nel carp fishing c’è e dobbiamo farci i conti. Anche in un momento molto particolare: il recupero del pesce. Guardate su internet come combattono i pesci gli inglese e poi guardate il video qui sotto, girato con Pete Castle al Ghost Park… notate qualche similitudine? Gli inglesi sono lenti, lentissimi. La canna quasi non si piega. Usano entrambe le mani sul fusto, la frizione è un optional perché preferiscono l’antiritorno. Le fughe dei pesci sono attutite con le gambe e non solo con le braccia. Il calcio non è poggiato sull’inguine (quanti di noi lo fanno?!?), ma appena sopra il ginocchio. Poi, la canna non è mai verticale sopra la testa, dritta rispetto al corpo, ma sempre piegata di lato per “comandare” la fuga della preda. Insomma, è uno stile tutto loro che appare anche un po’ “fighetto” rispetto ai nostri standard. Del resto, da loro è tutto diverso: la taglia dei pesci, la pressione di pesca, la quantità di volte che una carpa viene catturata durante l’anno e di conseguenza la sua furbizia. Ami dell’8 da noi sono un’eccezione, da loro sono la regola. E usare un 10 o un 12 non è un’onta, anche con pesci sopra i 15 chili. Allora, chiediamoci se dietro lo stile, oltre alla moda e al vezzo non ci sia un perché: scopriremo che ce ne sono tanti, e mica tanto campati per aria…
Paolo Meneghelli

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