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La Provincia di Roma tassa la pesca sportiva

(Fonte Silvio Smania: rivista Pesca Spinning)

Il nostro lettore Alessandro Stefani, nonché Presidente dell’Associazione Nazionale Belly Boat, ci trasmette una notizia di cronaca, che pubblichiamo volentieri, la quale denuncia l’assoluta contrarietà ad una recente deliberazione che tassa la pesca sportiva nella Provincia di Roma. Per pesca sportiva si intendono tutti i tipi di pesca o meglio tutte le gare di pesca.

 

“La Provincia è un ente locale amministrativo, al quale, in base all’art. 19 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), spettano particolari funzioni nel settore caccia e pesca nelle acque interne. Inoltre, alle Province sono attribuiti compiti di promozione e coordinamento di attività sia nel settore economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e sportivo. Questo ci dice la Legge, ma qui nel Bel Paese siamo stati (purtroppo) abituati a sapere che quel che è scritto sulla carta è ben diverso da ciò che in realtà accade sul territorio in seguito ad azioni umane che quella stessa carta vorrebbe regolare. Il risultato finale è quello scontato, secondo il quale chi si attiene alle regole è un fesso e chi invece le trasgredisce (utenti ed amministratori) gode impunito. Provate, lettori, ad applicare questo infame principio al mondo della pesca sportiva e coglierete esempi concreti di quanto scrivo. Fatelo anche in altri settori e vi verrà voglia di emigrare. La Giunta Provinciale di Roma, con deliberazione nr.671/33 del 12/10/2011, ma resa nota a noi poveri pescatori solo a metà del corrente anno, ha quantificato i “rimborsi” da parte dell’utenza per i servizi pubblici non essenziali erogarti dal Servizio caccia e pesca, stabilendo che alla voce “autorizzazioni gare e manifestazioni di pesca sportiva” sono dovuti all’Ente ben € 350,00 a fronte di “un giorno lavorativo ed un sopralluogo sul posto” da parte di personale dell’amministrazione. Per completezza d’informazione il provvedimento è stato deliberato su proposta dell’Assessore alle Politiche dell’Agricoltura Aurelio Lo Fazio, già ospite della Fipsas durante l’evento annuale fieristico Big Blu/World Fishing a Roma, con il parere favorevole del dirigente del Servizio 3 caccia e pesca del Dip. V dott. Ennio Tanga e del direttore dott. Mario Sette. Dall’altra parte ci siamo noi pescatori. Ma cosa significa tutto questo? Ebbene, da oggi, chi vuole organizzare una gara di pesca nella Provincia di Roma dovrà versare la somma di 350,00 euro alla Provincia e titolo di rimborso (per cosa?). L’importo, ad onor del vero, resta unico se la domanda di autorizzazione fa riferimento a più manifestazioni nello stesso corso d’acqua. Dunque una gara in tal lago costa € 350,00, un calendario che prevede anche 10 gare nello stesso corso d’acqua costa la stessa cifra. Sappiamo tutti che chi si prodiga ad organizzare gare di pesca sportiva sono pescatori che fanno parte di associazioni sportive dilettantistiche senza fini di lucro. Solitamente i fondi ricavati vengono destinati proprio ai ripopolamenti delle acque in cui queste gare si svolgono o comunque per fini pescasportivi come la gestione delle acque. Aggiungiamo a tutto ciò che tutte le gare di pesca (spinning, colpo, carp e bass fishing, ecc..) oltre a generare un naturale controllo sulle acque contro gli abusi (figura del pescatore-sentinella), portano un rilevante indotto economico ai Comuni che le ospitano. I pescatori per partecipare acquistano attrezzature, fanno rifornimento di carburante, pranzano e cenano, dormono, spesso portano con se la famiglia, conoscono i luoghi in cui la gara si svolge, e potrebbero decidere di tornare ancora in villeggiatura, infine promuovono quegli stessi luoghi ovunque, parlandone, pubblicando foto, articoli e recensioni su internet e riviste specializzate. Per farla breve queste prodighe ASD generano turismo e promuovono il commercio e le attività socio-culturali all’interno del territorio. Ma queste finalità non sono forse le stesse che vengono demandate alla Provincie dal D. Lgs. 167/200? Se è così, e lo è, allora ci si aspetterebbe che l’amministrazione provinciale tuteli le ASD e le supporti e coordini nel loro lavoro, soprattutto perché lo fatto gratuitamente e da sole, senza chiedere nulla alla Provincia se non la stampa di un’autorizzazione. Alla luce di tutto questo la richiesta di denaro a titolo di rimborso, senza apparente servizio erogato, ha avuto l’effetto di stampigliare un sorriso amaro sul volto di tutti i pescatori sportivi che frequentano la Provincia di Roma. Guardatevi in giro, sono facilmente riconoscibili!  Quale sarà il risultato che porterà a casa la dirigenza provinciale? Probabilmente quello di emettere meno licenze per il 2013, ma soprattutto quella di veder sensibilmente ridotto il numero di manifestazioni sportive nelle acque interne provinciali con buona pace delle attività turistico-commerciali presenti. Le associazioni sportive si stanno già mobilitando per un’azione comune.

 

Alessandro Stefani

Presidente Associazione Nazionale Belly Boat

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