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Intervista a Roberto Prenassi – 2° Parte

Intervista al pescatore a spinning Roberto Prenassi: seconda parte

Lo staff di News Fishing ha intervistato un grande appassionato di pesca a spinning, qualche mese fa apparso in copertina di una rivista di settore con una spigola di laguna. Ecco la seconda parte delle domande che gli abbiamo fatto e delle sue risposte.

 

SUL WEB E SULLE RIVISTE E’ FACILE VEDERTI CON IN “BRACCIO”PESCI DI GROSSA STAZZA, MOLTO SPESSO DI SPECIE DIFFERENTI:QUAL E’ IL TUO SEGRETO?

Con gli anni è innegabile che ognuno acquisisca i suoi piccoli segreti, l’esperienza forgiata da tante ore passate in acqua aiuta a vedere le cose con un ottica un po’ più facilitata rispetto al neofita, non si discute, ma quello che porta veramente alla cattura di prede importanti non finirò mai di ripeterlo è la conoscenza maniacale di ogni singola specie, il suo territorio, il suo cibo, le sue condizioni meteo marine migliori.

Ormai siamo un popolo di uomini da scorciatoia, sono pochi i pescatori che hanno la voglia di affrontare situazioni noiose per arrivare a certi traguardi, si preferisce copiare, si preferisce recarsi in spot caraibici o riserve private per aggiudicarsi pesci da trofeo, il motto massima resa con poca spesa (non parlo di denaro ovviamente riserve e viaggi oltre oceano sono molto onerosi), dovrebbe uscire dalla testa di ogni pescatore spinner al primo posto.

Perdonate le mie parole un po’ generaliste non vogliatemene però essendo circondato da moltissimi appassionati forse mi accorgo più di altri di questo problema e vi garantisco che chi si avvale di scorciatoie difficilmente poserà mai con in braccio prede di rilievo.

I big fish per usare un termine che piace molto al mio amico Matteo De Falco sono prede schive, particolari, molto attente che stazionano in determinati spot con caratteristiche ben particolari e per di più fanno parte della minoranza rispetto ai fratelli più piccoli, quindi oltre a vendere cara la pelle ci renderanno il compito della loro ricerca al limite del crollo di nervi lo spinner superficiale non avrà ragione su tali rarità.

A volte è innegabile nello spinning così come per la pesca in generale c’è anche il fattore c…. che aiuta non poco ad ottenere qualche successo ma la differenza che c’è tra la parola qualche e la parola molti è da attribuire unicamente all’esperienza ed alla conoscenza.

Le sfide mi hanno sempre appassionato ma più per un fatto personale che altro, misurarmi in mare tutti i giorni con me stesso e riuscire ancora oggi a migliorarmi è una cosa che mi attira da morire, la mia goduria più grande è vedere la canna piegarsi a cerchio e alzare al cielo i predoni di acqua salata che molti hanno ribattezzato “a modo suo” non ha prezzo.

I miei trofei me li cerco meticolosamente cercando di decifrare le condizioni meteo-marine migliori e gli spot più azzeccati ma anche l’attrezzatura voglio che sia sempre pronta e delle migliori marche, gli artificiali che porto fuori in mare con me sono selezionati di volta in volta tenendo presente i gusti di ogni singola specie unitamente al luogo dove ho deciso di insediarli sono molto severo e rigoroso con la mia attrezzatura non ammetto errori.

Conoscere alla perfezione il nuoto degli artificiali è importantissimo, saper intervenire in modi differenti sul nuoto delle esche farà apparire agli occhi del predatore più scaltro un boccone da non farsi sfuggire oppure uno da rifiutare senza compromessi.

In questo io ho avuto la fortuna possedendo una piscina di acqua salata in giardino di potermi esercitare tutti i giorni almeno per  un’ora verificando il corretto comportamento di nuoto di ogni singola esca mi venga sottoposta ne ho provate a centinaia e forse qualcosa in più e la meticolosa selezione dei miei preferiti ha richiesto molti anni e così sarà ancora in futuro.

Alcuni nuotano a meraviglia a tutte le velocità, altri mi sono accorto che se accelerati tendono a sbandare sul proprio asse longitudinale, altri accettano jerkate secche esibendosi in improvvise scartate laterali altri invece se appena toccati con la canna compiono movimenti poco naturali e così via in altre centinaia di sfumature.

Tutti questi aspetti tecnici importantissimi che in mare difficilmente si possono scorgere determinano al momento in cui incrociano un predatore la differenza tra uno strike ed un clamoroso rifiuto.

Questi espedienti che vi ho appena raccontato mi hanno garantito il corretto funzionamento di tutto il sistema pescante che andavo a presentare in acqua permettendomi con la mia maniacale conoscenza ed osservazione di ogni singola specie e spot di stringere tra le braccia colossi unici.

La considerazione finale che mi sta più a cuore è che tutti i big che reggo tra le mie braccia sono stati e così saranno per gli anni che verranno tutti realizzati a casa nostra, fare il colpaccio in mediterraneo non ha prezzo, ricordo di lotte a spinning memorabili con i tonni con le ricciole con le velocissime lecce e con i barracuda che superano il metro e mezzo,  il pesce della vita per me è sempre firmato Made in Italy.

CHE COSA CONSIGLIERESTI AI GIOVANI APPASSIONATI DI SPINNING CHE TI VEDONO COME ESEMPIO?

Il primo consiglio è di non dare retta sempre e solo alle mode del momento, non siamo ad una sfilata di moda ne ci occupiamo di tecnologie elettroniche, troppo spesso mi sottopongono domande inerenti all’utilizzo di canne e artificiali dal design o dai colori sgargianti senza preoccuparsi di cose più importanti come la conoscenza delle singole specie, la lettura attenta del mare e dei suoi segnali nozioni basilari per avere successo nello spinning che se vengono tralasciate non porteranno mai i frutti sperati.

Molti ragazzi pensano che basta avere l’artificiale più tecnologico e costoso tra le mani per catturare un big fish per non parlare poi dei colori che attraggono le persone più delle api al miele, su una graduatoria di domande sbagliate che mi sottopongono al primo posto c’è con che artificiale l’hai preso? al secondo posto: il colore? poi il silenzio, non hanno più bisogno di sapere altro corrono in negozio e giù a comprare “plastichetti”.

Niente di più sbagliato ragazzi, la prima cosa da sapere è la condizione meteo marina, la temperatura dell’acqua, la fase lunare se la cattura è avvenuta di notte, poi si può passare alla tipologia di artificiale per capire su quale fascia della colonna d’acqua si alimentano i predatori, la taglia dei “plastichetti” che hanno catturato ed infine si può spaziare sui colori che meglio hanno reso, non prima.

Questa è la valutazione più idonea e il miglior consiglio che posso dare alle nuove leve non abituatevi mai alle scorciatoie, cercate di farcela con i vostri sforzi almeno quando sbaglierete ne capirete il motivo e non ripeterete l’errore solo così diventerete spinner completi in grado di fronteggiare qualsiasi situazione.

Altra cosa da ricordare alle nuove leve che rappresenteranno un giorno gli spinner del nostro futuro è di credere sempre in quello che stanno facendo, nello spinning a maggior ragione visto l’utilizzo di esche di plastica si può essere colti da dubbi e perplessità che a volte costringono il pescatore a desistere dall’intraprendere questa bellissima disciplina per ritornare ad usare esche vive come vermi e similari più convinti della loro efficacia.

E’ bene sapere che quando non si crede fino in fondo ad una cosa difficilmente questo comportamento porterà ad avere risultati nell’immediato quindi forza e coraggio non mollate mai.

Altro consiglio che posso dare ai neofiti e ai giovani è di non acquistare decine di esche cadendo poi in un evitabile confusione ma acquistate pochi pezzi ed imparate ad usarli bene, diversificate i vostri acquisti come ad esempio un wtd, un popper per lavorare a galla, un jerk ben palettato che vi permetta di sondare i strati più bassi della colonna d’acqua, uno intermedio e uno shallow runner che lavori di pochi centimetri sotto il pelo dell’acqua permettendovi di sondare bassi plateau scogliosi alla ricerca del sea bass.

Come colori affidatevi alle tonalità naturali sono sempre una giusta scelta, magari qualche pezzo sceglietelo bianco o giallo fluo se volete cimentarvi a spinnare nelle ore crepuscolari o notturne, state sicuri che non ve ne pentirete e cercate di non farvi attrarre troppo dai colori sgargianti e strambi che servono più a catturare i pescatori che non i pesci.

Individuate una zona di acqua bassa, limpida e poco turbolenta, ottimo l’interno di porticcioli e “moletti”, fate navigare li per le prime volte i vostri artificiali, riuscirete in questo modo ad osservare e capire bene il loro movimento, questo espediente vi aiuterà al momento che dovrete pescare sul serio a convincervi che ciò che avete lanciato in acqua sarà un invitante ed attraente esca e non semplicemente un pezzo di legno o di plastica inanimato.

Per le canne iniziate da subito ad acquistare monopezzo capirete più in là il loro vantaggio sulle altre ed inoltre andrete ad incrementare la sensibilità che l’esca trasmette alle vostre mani garantendovi ferrate più rapide e jerkate più reattive tutti ingredienti che aiuteranno a condire i vostri successi.

Abbandonate il nylon, in bobina caricate i vostri mulinelli con trecciato, minore è l’elasticità che interponete tra voi e la vostra esca e maggiore sarà la sensibilità che acquisterete fattori importantissimi quando si vuole intraprendere con serietà il mondo dello spinning.

Anche il lavoro che noi giornalisti del settore vi mettiamo a disposizione sulle riviste vi aiuterà leggendole, ad imparare piccoli trucchi e nuove strategie così come interessanti sono i dibattiti affrontati on line su blog, forum o siti internet dedicati alla pesca ed allo spinning.

Siate sempre umili la fuori comanda il mare trattatelo con rispetto o lui saprà essere molto cattivo, imparate fin da subito a praticare la nobile arte del catch & release specialmente con prede di piccole dimensioni e se qualche volta volete onorare la vostra preda consumandola con amici e parenti ben venga anche questo è un giusto coronamento dei vostri sforzi.

Clicca qui se ti eri perso la prima parte dell’intervista al pescatore a spinning Roberto Prenassi.

Per altre interviste ad appassionati di pesca più o meno noti al grande pubblico, segui newsfishing (sito d’informazione del gruppo Pesca TV – portale dedicato a tutti gli appassionati della pesca sportiva con canna e mulinello )

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